E’ come una sorta di Apocalypse Now, dal momento in cui si manifesta in poi e’ come essere in prima linea a difendere i confini della patria.
Lo sanno bene tutti gli olivicoltori, anche solo chi possiede un numero limitato di piante, come lo scorso anno questo funesto insetto abbia falcidiato gran parte della produzione olivicola su tutto il territorio nazionale.
La Mosca dell’olivo in tutti gli areali con discreta presenza olivicola, inizia la sua attivita’ gia’ nel mese di Luglio, soprattutto negli uliveti con varieta’ a maturazione precoce, quindi con frutti che presentano gia’ uno stadio avanzato di sviluppo.
Gli adulti si accopiano con condizioni atmosferiche ottimali e temperature inferiori a 30°gradi,e comunque non al di sotto ai 15° gradi.Eccessi o difetti delle temperature suddette rallentano o arrestano l’attivita’ riproduttiva dell’insetto.
Il ciclo di riproduzione della Mosca, in condizioni ottimali dalla prima deposizione , si puo’ ripetere in modo costante ogni mese (questa e’ la durata di ogni ciclo riproduttivo completo ) sino alla raccolta delle drupe.
Stante queste notizie, pare ovvio che le aree olivicole ubicate in alta collina, o a clima piu’ freddo, dovrebbero avere vantaggio a sfavore dello sviluppo della Mosca.
Al contrario nelle zone a clima piu’ caldo o umido, la situazine diventa piu’ critica, vuoi per il protrarsi dei raccolti con permanenza molto piu’ prolungata di frutti sulle piante, che
permettono l’allungamento del ciclo riproduttivo dell’insetto, avendo questi continua disponibilita’ di nutrimento sulle piante.
I danni alle produzioni causati dalla larva in termini di perdita di polpa, sia dovuti dovuti a cascole precoci, determinano inoltre :
-Minore produzione in olio e peggiore qualita’dello stesso dovuto a processi di ossidazione che vengono ad innescarsi nelle drupe attaccate.
-Sviluppi fungini che contribuiscono a peggiorare ulteriormente la qualita’ delle olive causando marciumi del frutto.
Se lasciamo innescare tutta questa serie di processi, avremo un buon prodotto da buttare.
La popolazione della mosca, va monitorata attraverso trappole cromotropiche
(di colore giallo)oppure tramite trappole innescate con il feromone.
In qualsiasi caso il monitoraggio viene eseguito posizionando le trappole nel N°di 3 ogni ettaro
e di seguito fare la conta degli insetti catturati giornalmente, seguendo attentamente se la percentuale aumenta nel tempo, permettendo di intervenire nei dovuti modi se ne dovesse presentare la necessita’.
La lotta alla Mosca puo’ essere attuata a seconda delle zone, sugli adulti in modo preventivo utilizzando esche avvelenate, oppure nei confronti delle larve con interventi curativi.
Considerando che le larve sono presenti all’interno del frutto, anche le sostanze attive che si utilizzeranno dovranno penetrare al loro interno per avere efficacia.
Le sostanze che si possono utilizzare sono Dimetoato-19 ( non classificato ) nella quantita’ di 300ml / 100lt. d’acqua.
Questo prodotto e’ tossico per diverse varieta’ di olivo quali: Frantoio, Itrana, Coratina, Canina, Simona, Ottobratica. Si ricorda che questa sostanza pretende di un tempo d’ interruzione del trattamento prima della raccolta che va da 28 a 35 giorni onde evitarne la tossicita’.
L’altra sostanza che si puo’ utlizzare e’ il Fosmet 17-7 ( non classificato ) alla dose di 250 ml.ogni 100 litri d’acqua.
Scelta e maniera dei trattamenti vanno valutati e ponderati in base agli sviluppi o meno della popolazione dell’insetto, delle condizioni climatiche e dei tempi di raccolta.
Cio’ che e’ stato scritto vuole solo essere una piccola infarinatura didattica, perche’ tanto ci sarebbe da scrivere in merito, e per questo vi rimando a testi o trattati molto piu’ specifici.
In ultima analisi posso aggiungere di mio che una buona osservazione dell’andamento climatico delle stagioni, della frequenza delle pioggie, dell’intensita’ di insolazione e dei periodi secchi puo’ fornire una sorta di laboratorio mentale che permettera’ di intervenire ancora prima che le presenze dell’insetto siano molto manifeste. Possiedo anch’io un piccolo uliveto di 44 piante e sto costantemente monitorando a memoria, con risultati lusinghieri sperando di intervenire il meno possibile con additivi chimici, nel rispetto della natura.
Attendo riscontri per sviluppare complicita’ di collaborazione.
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Commenti all'articolo
Questo articolo e' stato scritto il 11, Novembre, 2008 alle ore 23:24 per la categoria L'olivo in Monferrato.










La mosca delle olive in sardegna è un flagello onnipresente di difficile abbattimento. Le eco-trap pare diano buoni risultati, rispettando anche la plv aziendale.
Mi chiedo se ci sono risultati con le spinosine.
da quando e il periodo che si comicia e finisce il trattamento contro la mosca