foto tratta da www.erbeincucina.it
Il coriandolo è una pianta a ciclo annuale, si riproduce mediante semina che va fatta direttamente all’aperto nel mese di aprile.
La semina si fa a spaglio o in file distanti circa 30 cm. Quando le piantine sono emerse e sono alte 10-15 cm. si possono diradare, in caso siano nate troppo fitte, lasciando uno spazio di circa 25 cm tra l’una e l’altra.
Tutta la pianta ha odore molto sgradevole, ma non vi dovete preoccupare perché i frutti essiccando acquistano un profumo intensamente aromatico.
Questa pianta ha un ciclo di coltivazione molto breve e molto facile e in genere sono sufficienti 10-12 piante per ottenere un buon raccolto di semi.
Il coriandolo è originario dell’Europa meridionale e dell’Asia Minore, è coltivato ed inselvatichito in tutta l’Europa, in America e Africa settentrionale.
Cresce bene in ogni clima, ma necessita di un terreno sciolto, ben drenato e posizionato in pieno sole.
Il coriandolo è molto usato nella cucina orientale e africana ed è uno dei principali componenti del miscuglio di spezie denominato “curry”.
Il nome coriandolo deriva dal vocabolo greco “korios” che significa “cimice”, alludendo all’odore fetido che emanano la pianta e i frutti acerbi.
Quando i semi del coriandolo cominciano a inscurirsi e ad emanare un buon profumo è il momento giusto per la raccolta. E’ bene tagliare quindi le piante alla base e farle essiccare all’ombra su dei graticci o appese a mazzi “a testa in giù”.
I semi si staccano spontaneamente o con una leggera battitura, dopo di che andranno conservati secchi in barattoli a chiusura ermetica.
Si usano interi o polverizzati per aromatizzare sottaceti, piatti di carne, di pesce, insaccati o alcuni tipi di pane e di dolci.
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